| Dal 1 al 12 Ottobre 2008 - Teatro Olimpico. Uno show esilarante in cui il simpatico “attore-cantante” alterna i brani del suo repertorio con nuovi monologhi divertenti e spassosi.
A partire da 15 Euro. |
Ispirandosi al Teatro Canzone di Giorgio Gaber, rivisitandolo e reinterpretandolo, Dado affronta i temi di tutti i giorni.
Un supereroe stralunato, onesto..ma non troppo, che lotta contro le stranezze e le barriere della vita quotidiana: dalla difficoltà di approccio con le donne,alla difficoltà economiche causate dall’euro e dalla nuova finanziaria, dalle incongruenze della politica italiana e di quella estera, alla religione cristiana,all’antisemitismo,alla burocrazia anticittadino.
Sul palco Dado compie un singolare viaggio all’interno della sua scenografia, una sistemazione del palcoscenico tutta particolare che ben si sposa con il suo look di eccentrico canzoniere. Si mette in gioco in una nuova veste di attore-cantante-over trenta, consapevole di essere cresciuto, e di vivere in una realtà che vuole denunciare nell’unico modo che ben si confà al suo stile: con la chitarra in mano e l’ugola che spiazza, coinvolgendo nello show i quattro componenti della sua band. Alternando i brani del suo repertorio classico,arrotolandosi e srotolandosi le maniche,ai nuovi monologhi esilaranti graffianti e talvolta amari, si dona al suo pubblico in tutta la sua completezza artistica.
Centoventi minuti ininterrotti di una grande prova d’attore,interpretata con successo e con la cura di rivolgersi ad un pubblico eterogeneo.
Consapevole di essere arrivato artisticamente ad un bivio, Dado decide di rischiare e mette in panchina il personaggio che lo ha reso famoso, lo chansonnier un po’ stralunato che arrotola le maniche di una improbabile giacchetta leopardata mentre deforma in tono ironico i testi di alcuni grandi successi della musica italiana.
Questa volta, invece, il musicista romano prende l’ispirazione dallo stile Teatro-Canzone, genere creato dal grande Giorgio Gaber negli anni ‘70, pubblicamente rimpianto e omaggiato dallo stesso Dado, per dare vita ad uno spettacolo frizzante e senza cadute di ritmo.
Dado interagisce con il pubblico, si autodefinisce stonato anche se canta discretamente, previene le critiche autorevoli del dopo spettacolo, ironizza sulle varie disonestà di cui è lastricata la vita quotidiana e soprattutto dimostra di non prendersi eccessivamente sul serio.
Uno spettacolo onesto e ben fatto che va oltre le aspettative, allietato dall’apparizione sul palco di Alex Britti che dimostra tutta la sua abilità di chitarrista nell’esecuzione del pezzo finale.











