| Fino al 11 Gennaio - Scuderie del Quirinale.Nella storia dell’arte i pittori in grado di innovare il corso degli eventi e, insieme, mutare profondamente la propria indole espressiva sono stati rarissimi. |
Tra questi, Giovanni Bellini ha il posto d’onore. Per circa un essantennio, tra la seconda metà del Quattrocento e ino al 1516, anno della morte, Giovanni Bellini - detto anche il Giambellino - è il fulcro i quell’originale rinnovamento, basato su un linguaggio utonomo e una nuova poetica che, facendo proprio e ielaborando il primo Rinascimento fiorentino e l’esperienza ombarda, li traduce in un idioma compiutamente italiano”.
Il primo piano della mostra, dedicato prevalentemente lla grande committenza pubblica, è introdotto da n’opera di svolta, summa della pittura sacra del secolo, a collocarsi alla metà esatta degli anni settanta del uattrocento: un’autentica rivoluzione, e non solo per e dimensioni impressionanti. I sette metri dell’Incoronazione ella Vergine, meglio nota come la Pala di Pesaro Musei Civici), propongono, infatti, un’inquadratura di ssoluta novità in cui riconosciamo un prodigioso naturalismo appresentativo e un nuovo equilibrio tra linea, olume, colore e luce. La pala dell’Incoronazione è una ietra miliare nel percorso di Bellini: la raggiunta maturità spressiva di un artista che immaginiamo non ancora uarantenne. Oltre a essere la chiave di volta della sua arte: qui il rapporto fra divino e umano si traduce molto aturalmente attraverso il grandioso effetto di “quadro entro il quadro”.











